Il Battesimo di Gesù ci impone di rivedere l’immagine che abbiamo di Dio. O meglio, a non farcene alcuna, come propone, tra l’altro, il decalogo veterotestamentario. Perché il Vangelo di oggi scandaglia e distrugge tutte le immagini false che spesso ci facciamo di Dio e ci mostra chi realmente è. La scelta del Padre di mandare il Suo unico Figlio assume senso e pienezza con la scelta del Figlio di farsi veramente uomo. Come? Facendosi battezzare. «Bene occorreva che il Figlio dell’uomo facesse un primo gesto, ch’egli emergesse al di sopra di quella umanità nella quale stava da trent’anni più sepolto del seme nell’argilla, più nascosto che non è ora nell’Eucarestia» (F. Mauriac).
Trent’anni sono una vita. Il Figlio di Dio, come ciascuno di noi, è nato, è stato allattato, accudito. Ha pianto, ha riso, ha vagito. E’ stato baciato, abbracciato… ha imparato ad amare e anche ad aborrire certe cose. Ha vissuto tutte le situazioni, tutti i sentimenti, come noi. Ha perfino imparato un mestiere. Questi trent’anni trascorsi nell’anonimato, almeno delle Scritture, sono rivelativi del suo stile: il Figlio di Dio va a sottoporsi al rito battesimale come ogni altro devoto israelita. Come uomo tra gli uomini. Nella scelta di un gesto semplicissimo come quello di farsi battezzare vi è la più grande teofania di Dio: è in questa scelta, infatti, che Gesù si incarna a doppia mandata nella storia, mettendosi dalla tua e dalla mia parte. Mettendosi in fila con le mie paure e le tue miserie, come se anche lui avesse macchie da lavare. Macchie che, in fondo, sono solo le nostre. Da quel giorno la nostra storia tutta, con il nostro nascere, il nostro crescere, il nostro soffrire o gioire… Tutto il nostro vivere quella che è la banalità della vita quotidiana è tutta riscattata e non c’è niente -ma proprio niente- da buttare via. Gesù sceglie di farsi battezzare perché la nostra vita sia divina, nonostante e soprattutto di fronte ai limiti che ci contraddistinguono in quanto esseri umani. Tutta la nostra quotidianità, in risposta a questa scelta consapevole d’amore, può essere intrisa da quello Spirito che discende e che vuole rimanere per permeare la vita, in ogni istante, di Bellezza.
Il Figlio di Dio per scegliere con amore si mette in preghiera; dopo aver scelto -per amore- rimane in preghiera. Ed è proprio nella preghiera che si apre il Cielo. Una preghiera che contiene l’attesa di secoli per una parola che scendesse dal cielo a consolare… E Dio si apre: non è più distante, è qui, sulla terra, accanto a te, accanto a me, perché Dio è Amore. Il cielo si apre, il cielo accoglie: vita ne esce, vita ne entra. Il Battesimo non è altro che un’abbazia senza tetto, una finestra spalancata sul Cielo, una distanza accorciata dalla corporeità dello Spirito che discende, che fa breccia nel muro, che ha braccia aperte. Come quelle che si aprono agli amici, ai figli, all’amato, ai poveri, così lo Spirito viene ad abbracciarci.
Si, il Battesimo è un cielo aperto che annulla ogni distanza e che ci da la possibilità di vedere lo spasimo dello Spirito che freme di discendere per ricordarci che il Padre è lì, tutte le volte che c’è un figlio che si fa fratello; tutte le volte che noi, ricordandoci di essere figli, ci facciamo fratelli. Questo ha fatto Gesù: per primo, nel Battesimo, fu il Figlio che si fece fratello. In questa sua solidarietà è vinto quel male radicale che precede ogni male: la solitudine. Per curare la quale non esistono balsami o parole di cura più belle di queste: “Tu sei figlio amato, di te mi compiaccio”. Anche tu, come Gesù, sei figlio amato!
Oggi la Terra Promessa è un Cielo squarciato d’Amore, un graffio d’azzurro tra le nuvole, una fessura dalla quale posso leggere la mia storia con occhi nuovi e ritornare a sperare. Da quella finestra posso far passare parole con la certezza che saranno ascoltate, ma soprattutto: da quella finestra cade una Parola che mi fa figlia amata, e questo mi da la gioia di poter asserire che è possibile davvero toccare il Cielo con un dito.
Oggi finisce il Natale ma comincia l’anno di grazia del Signore.
Allora auguri di grazia,
e buon anno!
Altrettanto a te Elettra e…….BUON CAMMINO insieme a LUI anche quando si nasconde.