Sei fatto per l’Alto, sei fatto per l’altro

A7395BC5-06AF-426B-8F8B-4DDA76617928«Noi non sappiamo la nostra altezza finché qualcuno non ci chiama ad alzarci in piedi», scriveva in uno dei versi più belli Emily Dickinson.
E che cos’è la Quaresima se non l’invito persistente ad alzarsi in piedi? Questi versi sono, per me, il compendio di tutta la Quaresima, un condensato del tempo che stiamo vivendo. Tempo propizio per sperimentare l’ampiezza, la profondità, “l’altezza” dell’amore di Dio, perché in quell’altezza ciascuno possa trovare la motivazione -la fonte!- per (ri)alzarsi in piedi, e misurare la propria statura. «Tu vali il Sangue di Cristo!». L’Amore non amato, morto sulla Croce, è l’unità di misura. In virtù di questo amore Alto, non c’è bassezza che non possa essere riscattata; ogni morte è cambiata in vita, ogni caduta e ogni fallimento non sono (più) la condizione ultima dell’uomo. Quaranta giorni, dentro ciascuno dei quali è contenuta la proposta perdurante di alzarsi in piedi, l’invito a protendersi sempre di più verso la Resurrezione, buona notizia data dall’Amore, Parola ultima, trionfo della vita. La nostra altezza dipende ed è definita solo ed esclusivamente da quell’Amore. Sperimentato, vissuto, messo in circolo da ciascuno, secondo le proprie possibilità.

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