Le forme inquiete del vedere tra silenzio e Parola

Scrivere la luce cop.qxp

Scrivere la luce è un libro scritto a quattro mani -quelle di fra Emiliano Antenucci e di Elettra Ferrigno- che narra la gioia di una condivisione, dell’aver messo in comune dei talenti con un obiettivo condiviso: far germogliare nei cuori semi di speranza che si trasformino in raccolti di pace durevole. Da un incontro, avvenuto a Medjugorie, e da una sbirciata non panoramica del mondo, proviene la scrittura di queste pagine.

Scrivere la luce nasce da un ideale: ogni rivoluzione nasce sempre da uno sguardo. Una rivoluzione che è anche metafora di una rinascita, di una vita nuova che spalanca gli occhi su orizzonti nuovi. Scrivere la luce è esercizio di occhi, palestra per l’anima, linguaggio mistico, scrittura silenziosa. Da quest’opera emerge chiaramente uno sguardo visionario in grado di sovvertire l’abitudine e di rendere amplificato il linguaggio misterioso e affascinante della Creazione. Le sue pagine, attraverso piccole scritture di luce, raccontano mestamente la Bellezza. Della vita e della realtà che ci circonda nelle sue molteplici sfaccettature, contagiando il lettore di un entusiasmo bambino. Una manciata di istantanee instagrammate che raccolgono piccoli bagliori di luce, memorie che diventano memoriali, ferite che diventano feritoie. Per accorgersi che nelle cose piccole e feriali c’è il riverbero immenso del Tutto, della Creazione, di Dio. David Maria Turoldo scrisse che le cose non sono che involucri di divine sillabe. Solo: bisogna imparare a guardare. C’è, nell’ordinario, lo straordinario. Tutto è segno e messaggio, allora la sfida è sintonizzarsi e comprendere. Per farlo bisogna mettersi in viaggio verso il mistero nascosto nelle cose, scoprirlo senza profanarlo. L’arte, in questo, ci dà una mano: essa non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che spesso non lo è. La fotografia è fra tutte le forme d’arte la più accessibile. Può registrare volti o avvenimenti oppure narrare una storia. Può sorprendere, divertire ed educare. Può cogliere e comunicare emozioni. E poi, la fotografia altro non è che, letteralmente, una “scrittura di luce” (dal greco: phos -luce, e graphos -scrittura). Essa ci informa che la Bellezza può nascondersi in ogni angolo: può stare in un calice di vino, nelle pieghe di una stoffa, in un volto. Nel pieno turbinio dei nostri contesti urbani, la foto si ferma e fa fermare, fa arrestare, spezza il vortice, decompone la frenesia e il disordine e restituisce tutto al silenzio. «La foto è il solo modo di percorrere la città in silenzio, di attraversare il mondo in silenzio» (Jean Baudrillard). In ogni quotidianità è nascosto un frammento di divino, quella perla preziosa che spalanca le finestre sugli atri infiniti della contemplazione e li traspone nell’azione. Contempl-azione, dunque: un allenamento di occhi che trasforma la vista in visione.

Scrivere la luce è un libro contemplativo che induce il lettore al silenzio e all’ascolto di sé e di Dio. Un libro che non va solo letto, ma anche e soprattutto guardato, esplorato, scrutato, assaporato, contemplato pagina per pagina, per rintracciare l’indice e l’epilogo di ogni cosa nel proprio intimo. Ogni pagina, infatti, è come uno spiraglio in grado di aprire una sorta di benefica e salvifica interruzione nella trama del caos mediatico contemporaneo. Le immagini e lo sguardo in esso contenuto “congelano” una porzione di realtà in un silenzio siderale, per trasformarla in qualcosa di enigmatico, capace di andare oltre le parole e il pensiero tradizionale. Come una piccola scialuppa, quest’opera porta il lettore al riparo dal frastuono e dalle onde agitate del mare del mondo e della sua routinaria frenesia. Scrivere la luce miscela insieme fotografia e meditazione e si “impone” come uno spazio di silenzio capace di evocare, di rendere eterno il momento, di creare un intervallo, un momento di tacita sospensione.

Tempo di lettura previsto: il più lento possibile.

 

SCRIVERE LA LUCE

AUTORI: Elettra Ferrigno – Emiliano Antenucci

EDITORE: Tau Editrice

PAGINE: 100

DATA PUBBLICAZIONE: 22 marzo 2019

 

 

In quarta di copertina: Così è la passione della fotografia per me: un paio di occhiali, la sorpresa di una rivelazione. Un entusiasmo. Solo nell’entusiasmo l’essere umano vede il mondo esattamente.

Tutta la Creazione è figlia di un entusiasmo.

 

Qui l’intervista all’autrice su La Croce quotidiano.

2 pensieri su “Le forme inquiete del vedere tra silenzio e Parola”

  1. Complimenti!
    Ti seguirò con piacere.
    Appena posso, ordino il libro. Ho tanto da imparare. Molto su cui meditare.
    Lo Spirito inondi di Luce i tuoi passi.
    Un abbraccio.
    Dina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *