«La risposta è dentro di te, ed è giusta»

Vivi le domande ora. Forse poi, in qualche giorno lontano nel futuro, inizierai gradualmente, senza neppure accorgertene, a vivere a tuo modo nella risposta.

(Rainer Maria Rilke)

Un predatore di verità era il Battista, un resto di parole da dire nello spazio strettissimo e oscillante tra il “non più” e il “non ancora”. Una vita la sua, intenta -come il cursore di una cerniera- a chiudere e saldare in un unico lembo l’antico e l’eterno di una Promessa. Non fu solo l’ineludibile trasporto della parentela a fomentare in lui l’entusiasmo e l’urgenza dell’annuncio, quanto piuttosto la consapevolezza di aver intra-visto ciò che da secoli esisteva nell’occhio di Dio, per questo aveva organizzato al mondo un appuntamento non più rimandabile. La ferocia imbarazzante della sua predicazione, il suo parlare vorticoso e rude lontano da luci e palcoscenici, dalle emozioni solenni del tempio, il disgusto per la vita e gli abiti di corte, e la sua insaziabile fame di giustizia gli avevano procurato, come lauta ricompensa, il carcere. Da dietro le sbarre, con l’ultimo fil di voce rimasto in gola spiazzò tutti rivolgendo al Cristo, mandando avanti i suoi discepoli, una domanda intrisa di dubbio: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro?» (liturgia della III^ domenica di Avvento). Dai profeti ci si aspetta la risposta. Lui -l’ultimo, il più grande tra i profeti- (si) fece una domanda. Il suo periodo non terminò con la perentorietà di un punto a fine paragrafo, bensì con lo spiraglio e lo sbaraglio di risposte che ogni punto interrogativo lascia dietro di se. La punteggiatura che adottò fu decisiva: spalancò universalmente le porte all’Atteso. L’umiltà di sapersi confuso fece di lui non un maestro del dubbio ma il pioniere della domanda vera, le cui uniche certezze son quelle di ascoltare la risposta con molta attenzione: «La domanda è già un inizio di preghiera quando è disposta a far propria la risposta di Dio» (Adrienne von Speyr). Nel capitolo della salvezza, la storia dell’attesa contiene un paragrafo scritto a quattro mani: il Battista, assieme a Cristo, ne è degno autore. Già dall’incipit si intuisce che uno è la voce, l’altro la Parola. Uno l’attesa, l’altro il compimento. Uno l’acqua, l’altro il Fuoco. Uno il mistero, l’altro la Rivelazione. Uno la domanda, l’altro la Risposta. La domanda del Battista fu più esplosiva di mille risposte: deflagrante profezia nel cuore di quelli che han sete di infinito, disposti a mettere in gioco tutte le loro certezze per l’Unica certezza che trascende ogni attesa, e detonatore per far saltare in aria i venditori di risposte prefabbricate che sostituiscono la loro idea di Dio a Dio, i fabbricanti di idoli -quelli che tagliando la testa alla Parola, pensano di poter tenere tutto sotto controllo, anche Dio- i benpensanti, per nulla pronti ad accettare la carne fragile della Salvezza e a sostituire i parametri della Misericordia divina con quelli della giustizia umana. In fondo, da come -annunciandolo- se l’era immaginato, anche Giovanni s’aspettava un altro.

«Beato chi non si scandalizza di me», fu la risposta austera di Gesù. “Attacca al tuo cuore una sola certezza: io vengo sempre diversamente da come tu mi attendi. Tu m’immagini punitivo, e io vengo in un abbraccio. Tu mi provochi, e io faccio silenzio. Tu mi pensi ricco e io scelgo di nascere nell’assoluta povertà. Tu mi uccidi, io ti lascio fare per dimostrarti fino a che punto ti amo. Se non ti scandalizzi di ciò e lo accetti, sarai beato”. Il mistero di un Dio povero, afflitto, mite, puro di cuore, umile, misericordioso, operatore di pace, Figlio di Dio, piena realizzazione del Regno, stravolge e disarma la storia ma nasconde il segreto della più totale tra le beatitudini.

“Sei tu?” Meglio farla la domanda, accettando il rischio di apparire sciocchi, piuttosto che essere canne sbattute dal vento, o rimanere col dubbio per una vita intera. Precursore di Cristo e di tutti gli interrogativi dell’uomo, Giovanni Battista è uscito dai bastioni delle proprie sicurezze, s’è messo sulle strade dell’esodo, ha sposato le logiche della nudità del deserto vivendone le incognite, s’è lasciato scavare dalla paura dell’ignoto. E’ entrato con una domanda nel cuore dell’unica risposta che cercava -che cerchiamo!- con ardore. Questo, non altro, gli valse l’elogio che non ebbe altri raddoppi sulla bocca di Cristo: «Tra i nati da donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista».  Eppure il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Tutto sta nel domandare –Sei tu?. Tutto sta nell’accogliere la Risposta. La risposta dentro di te, non è sbagliata, è quella giusta! «Capisco la vostra diffidenza: però Lui non l’avete mai personalmente interrogato, a tu per tu non Gli avete mai discorso. Una sola cosa vi chiedo: lasciatelo parlare. Dopo, farete come vorrete» (don Primo Mazzolari, Il compagno Cristo).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *