Vivi di noi. Sei la Verità che non ragiona: un Dio che pena nel cuore dell’uomo (D. M. Turoldo)
Un salto nel buio fu la scelta di farsi Bambino per essere il Dio-con-noi. Per tutta l’eternità meditò sul tempo della Sua venuta, sul paese nel quale sarebbe nato, la città in cui sarebbe apparso, la gente, la razza, i sistemi politici ed economici che Lo avrebbero circondato, la lingua che avrebbe parlato, e l’atteggiamento psicologico con cui sarebbe venuto a contatto come Signore della Storia e Salvatore del mondo. A tutta un’eternità passata in silenzio, aggiunse altri trent’anni per non improvvisare su tempistiche e modalità di presentazione che, visto il curriculum, non risultassero come manovre troppo azzardate, fintantoché rese urgente da comunicare la notizia di voler essere il Dio-come-noi. Anche stavolta fu un salto nel buio, di più: nella feccia della storia. Ai suoi esordi, Cristo, per presentarsi, non trovò modo migliore che quello di mettersi in fila coi peccatori, ostinato a diventare carne di peccato, a farsi maledizione pur di riscattare il maledetto: «In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui» (liturgia della Festa del Battesimo del Signore). Non si sa cosa fece prima di quel giorno, e cosa aveva dentro da tenerlo fermo a un banco d’operaio, dopo quella sua strana nascita! Cosa faceva precisamente in casa? E in bottega, levigò legni o parole? Trent’anni di silenzio, interrotti solo dal breve episodio del suo smarrimento nel Tempio: per cercare le cose più umili da comunicare al mondo in modo grandioso, per chiedere alle parole solo il necessario, per articolare un mistero dentro le sillabe, per dare un suono al silenzio, per cercare un’immagine per ciò che é al di là di ogni immagine. Per dire all’uomo che é tutta la ragione della Sua venuta. Tutto converge lì, ora, su quelle rive fangose. A bordo fiume, ad un passo dalla lordura, nel chiudere la fila -ultimo degli infami e dei malfattori-, Cristo é ora un uomo che interrompe il silenzio. E già che s’é deciso a parlare, é opportuno che l’uomo taccia e ascolti. Vale anche per Giovanni, che non poteva accettare una così sconcertante richiesta e continuava ad impedirgli di essere battezzato. “Questo Battesimo non s’ha da fare!”, urlava deluso, stordito, spiazzato. «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?»: é la domanda della lucerna alla luce, della voce alla Parola, dell’amico allo sposo, di colui che é il più grande tra i nati di donna a colui che é il primogenito di ogni creatura. Dell’uomo che aveva profetizzato, e non predetto. Ma Cristo per noi uomini e per la nostra salvezza discese, e viene da me al netto di ogni mia incapacità di andare verso di Lui. Questa é la sua traiettoria di Figlio: discendere e venire. In tutti i passaggi maledetti della miseria, della solitudine, della stanchezza, perfino del sudore di sangue. Questo é Dio: un Cuore che si inabissa nel grande oceano delle umane sozzure, che si immerge nel mio peccato per poterlo redimere, che vuole affogare completamente nella mia morte per poterla trasformare in vita. A Giovanni, come a ciascun uomo, chiede il permesso di poter patire-con: «Lascia fare, per ora»,“Permettimi di entrare nel tuo male, concedimi di immergermi nella tua situazione, ne usciremo entrambi vincitori: così adempiamo ad ogni giustizia. Se non mi limito a camminare in tua compagnia, ma divento come te, forse ti convincerai ad accogliermi”. Cristo riemerge, come Uomo tra gli uomini, da un rivolo di mare e da cumuli di male; come Dio, invece, s’innalza attirando tutti a se. Quei cieli, preclusi e sbarrati dai tempi di Adamo, vengono scompaginati da una Voce. É il Padre, di Lui solo queste parole si udranno, non altre: «Questi é il mio Figlio, l’amato, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo!». Si riapre il sipario, lo Spirito scende librato sugli abissi per compiere l’esodo dal caos alle forme, dal disordine alla bellezza. É un nuovo inizio, ora che Dio é in terra, ora che la terra ha lo stesso respiro di Dio. Una miniatura di tutto il Vangelo é il Battesimo di Cristo: ora si immerge coi peccatori, sarà crocifisso tra malfattori; ora si squarciano i cieli, si squarcerà il velo del Tempio; ora riceve lo Spirito, sulla Croce lo consegnerà. Nel mezzo solo uomini in fila. Accalcati, a far baruffa: malfattori, traditori, maledetti, increduli, adulteri, violenti, provocatori, peccatori d’ogni sorta. Bella compagnia ti sei scelto, Cristo! Eppure son quelli gli uomini che, in virtù del Suo Battesimo, Egli ha voluto rendere stirpe eletta, gente santa, sacerdozio regale. Fra quelli ci siamo anche noi: peccatori, eppure re, sacerdoti, profeti.
Davvero troppo umano, un Dio così!